Imparare che lo sport può essere uno strumento di inclusione sociale facendosi, per un giorno, reporter a bordo campo. È l’esperienza vissuta dai ragazzi e dalle ragazze del progetto Centro Anch’io, che hanno seguito le finali della prima edizione del Trofeo Afro-Siciliana, cimentandosi con interviste e domande ai protagonisti della manifestazione.
Microfono alla mano, i giovani reporter hanno incontrato calciatori, allenatori e responsabili delle squadre, raccogliendo storie che raccontano il calcio non soltanto come competizione, ma come occasione di incontro tra culture e percorsi di vita differenti.
Tra le realtà incontrate c’è la Nazione del Mediterraneo, progetto che ha fatto dell’inclusione uno dei propri obiettivi. «Noi sposiamo in pieno la Coppa Africana perché nella nostra Academy abbiamo ragazzi che provengono da diverse realtà, come il Ghana e la Guinea», raccontano i responsabili. Proprio l’Academy accompagna i più giovani in un percorso di formazione sportiva, coltivando anche il sogno di poter raggiungere un giorno il calcio professionistico. «L’Academy serve proprio a questo: i ragazzi stanno facendo formazione con la speranza di riuscire, domani, ad approdare nei grandi campionati».
La Nazione del Mediterraneo può contare inoltre su una squadra composta da ex calciatori che hanno militato in Serie A, Serie B e Lega Pro. Per i più piccoli il percorso è ancora lungo, ma l’auspicio è che il lavoro svolto oggi possa aprire nuove opportunità: «Speriamo che qualcuno di loro possa riuscire a giocare nel calcio professionistico».
Sono soprattutto le parole dei giovani calciatori, però, a restituire la semplicità di una passione capace di attraversare confini e provenienze. C’è chi racconta di avere iniziato a giocare a 13 anni e chi indica Toni Kroos come modello da raggiungere. Un altro ragazzo ricorda invece come tutto sia cominciato in famiglia: «Da bambino mi piaceva il calcio perché giocavo sempre con mio padre a casa».
Per i ragazzi di Centro Anch’io, seguire il torneo è diventato così anche un esercizio di giornalismo e di ascolto: fare domande, confrontarsi con persone nuove e scoprire attraverso le loro storie come un campo di calcio possa trasformarsi in uno spazio nel quale sport, educazione e inclusione sociale si incontrano.